The “Legali in Villa” law firm at the forefront of the diamond fraud investigation.

The “Legali in Villa” law firm at the forefront of the diamond fraud investigation.

Lo studio “Legali in Villa” è coinvolto, nell’accezione più positiva del termine, nell’inchiesta che sta scuotendo in questi ultimi giorni il mondo bancario per la vendita truffa di alcuni diamanti avvenuta agli sportelli bancari di Banco Bpm, Banca Aletti, Mps, UniCredit e Intesa san Paolo.

Le denunce sporte da alcuni assistiti dello studio “Legali in Villa” hanno permesso e contemporaneamente aiutato i pm incaricati per le indagini, la Dott.sa Grazia Colacicco e il Dott. Riccardo Targetti, a portare avanti con successo l’inchiesta, battezzata “Crazy Diamonds”.

Si tratta di un’indagine che ha consentito ai Procuratori della Repubblica di poter inviare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari (quello ex art. 415-bis c.p.p.) a ben 87 persone fisiche e 7 persone giuridiche (quest’ultime oggigiorno imputabili grazie alle l. 231/2001) contestando numerosi reati, tra i quali truffa aggravata e continuata, autoriciclaggio, ostacolo alla vigilanza e corruzione privata. Tutti, sia che siano responsabili diretti o corresponsabili, risultano coinvolti nell’oscura vicenda. Tra gli imputati spiccano poi anche nomi di rilievo nell’establishment bancario.

Oltre alle banche summenzionate, risultano coinvolte anche due società operatrici, la Intermarket Diamond Business Spa, oggi fallita, e la Diamond Private investiment Spa, le quali si occupavano di procurare le pietre preziose e in molti casi di custodirle fisicamente.

L’inchiesta “Crazy Diamonds” viene avviata nel 2017, quando dopo una fitta serie di denunce e di inchieste giornaliste, la Procura di Milano decide di vederci chiaro. Un primo passo della vicenda, tanto eclatante da finire sulle prima pagine di alcune testate giornalistiche, è stata l’ordinanza del Gip di Milano, la Dott.sa Natalia Imarisio, di procedere al sequestro preventivo di quasi 700 milioni di euro. Oggi le indagini sembrano dunque descrivere un quadro dai contorni più chiari e delineati: una struttura ben organizzata e funzionale al perseguimento e al raggiungimento degli scopi illeciti prefissati, a cui vertice si ponevano direttamente le sedi centrali degli istituti di credito coinvolti, che, attraverso le proprie direttive, coinvolgevano nella fitta trama illecita le numerose sedi periferiche, tra cui anche quella di Reggio Emilia, .

La palla ora è nelle mani delle difese degli imputati che possono presentare le proprie memorie difensive, depositare documenti relativi ad indagini difensive effettuate o rilasciare spontanee dichiarazioni ai pm.

Intanto, il 21 ottobre, sul fronte civilistico, presso la sezione fallimentare del Tribunale civile di Milano, verrà celebrata l’udienza per le istanze di restituzione delle pietre custodite dalla fallita idb inoltrate alla curatrice fallimentare Maria Grazia Giampieretti da 19mila clienti acquirenti delle pietre preziose.