Alcoltest positivo: è onere della pubblica accusa provare il regolare funzionamento dell’etilometro.

Alcoltest positivo: è onere della pubblica accusa provare il regolare funzionamento dell’etilometro.

In tema di guida in stato di ebbrezza, qualora l’alcoltest risulti positivo, sarà onere della pubblica accusa e non più dell’imputato provare il regolare funzionamento dell’etilometro, la sua omologazione, nonché la sua sottoposizione a revisione.

E’ questo il principio sancito dalla Suprema Corte di Cassazione che, con la recente sentenza n. 38618/19, ha ribaltato l’orientamento consolidato della giurisprudenza che fino ad oggi privilegiava la tutela della sicurezza stradale sull’interesse dell’imputato ad ottenere tutela in presenza di accertamenti effettuati con apparecchi etilometrici dei quali spesso le amministrazioni non sono in grado di dimostrare la regolare funzionalità.

Gli Ermellini, sulla scia dell’insegnamento della Corte Costituzionale, recepito anche dalla giurisprudenza civile, si allineano al canone della razionalità pratica, sottolineando la soggezione di qualsiasi apparecchio, specie se elettronico, ad invecchiamento e a variazione delle sue caratteristiche, per cui la mancata sottoposizione a manutenzione appariva intrinsecamente irragionevole, incidendo – il deterioramento – sull’affidabilità delle apparecchiature in un settore di particolare rilevanza sociale, quale appunto quello della sicurezza stradale.

Diversamente si avrebbe un’evidente ed irragionevole contrasto nella parte in cui l’onere della prova del funzionamento dell’etilometro spetterebbe alla pubblica amministrazione in sede civile e all’imputato in sede penale.

Tale principio è altresì conforme a quello di carattere generale secondo cui l’accusa deve provare i fatti costitutivi del reato mentre spetta all’imputato dimostrare quelli estintivi o modificativi di una determinata situazione, rilevanti per il diritto.

Pertanto la parte che allega un fatto (nella specie il superamento del tasso alcolemico), affermandolo come storicamente avvenuto, deve introdurre nel processo elementi di prova idonei a determinarne la veridicità.

L’onere della prova dell’imputato di dimostrare il contrario, cioè che l’etilometro non è revisionato, può sorgere solo in conseguenza del reale ed effettivo accertamento da parte del pubblico ministero del regolare funzionamento e dell’espletamento delle dovute verifiche dell’etilometro.

Ne consegue che, in assenza della revisione periodica, le misurazioni effettuate non sono valide e non spetterà alla difesa dell’imputato l’onere probatorio (pressoché diabolico) di dimostrare il cattivo funzionamento dell’apparecchiatura utilizzata.

Con queste motivazioni la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da un automobilista risultato positivo all’alcoltest, annullando la sentenza della Corte d’Appello di Milano con rinvio per un nuovo giudizio da compiere sulla base dei principi sopra indicati.

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